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Sanificazione e pulizia

In seguito all’importante diffusione del nuovo Coronavirus sul territorio italiano e alle recenti disposizioni del Governo per il contenimento del contagio, molte aziende, con l’intento di ripartire, si chiedono se è necessario e con quali modalità effettuare la sanificazione degli ambienti di lavoro.

Con questo articolo cercheremo di rispondere alle seguenti domande:

  • È obbligatorio effettuare la sanificazione degli ambienti di lavoro?
  • Pulizia e sanificazione: sono sinonimi?
  • Con quali modalità va effettuata la sanificazione?
  • Sono il datore di lavoro di una piccola azienda: per evitare costi aggiuntivi, posso effettuare direttamente io la sanificazione o sono obbligato ad incaricare un’azienda specializzata esterna?

Nel seguito, senza la pretesa di essere esaustivi e sostituirci al legislatore, abbiamo cercato di raccogliere alcune informazioni in risposta a questi quesiti.

Sanificazione: quali modalità?

Occorre specificare che, ad oggi, non si dispone ancora di informazioni precise e specifiche sul COVID-19; infatti il nuovo virus COVID-19 o SARS-CoV-2 è stato scoperto molto recentemente, nel dicembre 2019. Pertanto, per quanto concerne il suo comportamento e le modalità per neutralizzarlo, ci si deve regolare sulla base dei comportamenti noti degli altri Coronavirus.

Con la Circolare n.5443 del 22 febbraio 2020, il Ministero della Salute evidenzia che i virus appartenenti alla famiglia dei “Coronavirus” sono in grado di persistere su superfici inanimate fino a 9 giorni in condizioni di umidità e temperatura ottimali, ma, al tempo stesso, possono essere inattivati efficacemente tramite un adeguato processo di sanificazione.

Per tale ragione, all’interno di detta Circolare, il Ministero ha definito, tra le altre cose, le modalità di pulizia da mettere in atto nei luoghi di lavoro, facendo distinzione tra gli ambienti sanitari e quelli non sanitari.

Dalla circolare si evince che la sanificazione di un ambiente di lavoro può essere distinta in due fasi:

  • una fase “preventiva”, che prevede la pulizia/lavaggio dei locali con acqua e con i comuni detergenti;
  • una fase di decontaminazione (sanificazione), con l’impiego di sostanze specifiche.
Ambienti sanitari

Ovvio che questo tipo di ambienti merita una maggiore attenzione.

Negli ambienti sanitari, la circolare ministeriale raccomanda la sanificazione delle superfici attraverso l’impiego di ipoclorito di sodio (candeggina o varechina) con percentuale di cloro attivo allo 0,1-0,5%, etanolo al 62-71% o perossido di idrogeno (acqua ossigenata) allo 0,5%, per un tempo di contatto adeguato.

Ambienti non sanitari: es. le aziende

Negli ambienti non sanitari, in caso di persone affette da COVID-19, la circolare raccomanda una fase di pulizia seguita dalla sanificazione con ipoclorito di sodio con percentuale di cloro attivo allo 0,1%. Nel caso in cui la sanificazione debba essere effettuata su superfici che possano subire danneggiamenti a contatto con l’ipoclorito di sodio, il Ministero della Salute raccomanda l’impiego di etanolo al 70% dopo la pulizia con un detergente neutro.

Servizi igienici

Per quanto riguarda la pulizia dei servizi igienici, in una notizia pubblicata dal Ministero della Salute su “Covid-19, disinfettanti e detergenti: modalità d’uso e percentuali di efficacia per l’utilizzo domestico” si raccomanda sempre l’utilizzo di ipoclorito di sodio ma con una concentrazione in cloro attivo leggermente maggiore, pari allo 0,5%.

 

 

La sanificazione periodica
La sanificazione periodica

Partiamo dagli obblighi normativi: il 14 marzo 2020 è stato approvato e diffuso il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” con lo scopo di favorire le aziende nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio per il contrasto ed il contenimento della diffusione del nuovo Coronavirus negli ambienti di lavoro. Il protocollo è un documento a tutti gli effetti cogente.

In tale protocollo si precisa che l’azienda ha l’obbligo di assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago (es. zona fumatori, zona coffee break, ecc.). Inoltre, deve essere garantita la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tutte le superfici oggetto di contatto frequente, come tastiere, schermi touch, mouse, ecc.

Se si verifica un caso di COVID-19

Non solo, ma in caso di una persona affetta da COVID-19 all’interno dei locali aziendali è indispensabile procedere con la pulizia e sanificazione dei locali secondo le modalità indicate nella circolare n.5443 del 2 febbraio 2020 del Ministero della Salute.

Pertanto, per rispondere alla domanda iniziale: sì, la sanificazione degli ambienti di lavoro è obbligatoria. Infatti, dal protocollo del 14 marzo 2020 si evince che la prosecuzione (o la ripresa) delle attività lavorative è consentita solamente se nelle aziende vengono assicurati ai lavoratori adeguati livelli di protezione.

Pulizia e sanificazione sono sinonimi?
Pulizia e sanificazione sono sinonimi?

Anche se talvolta le parole pulizia e sanificazione vengono utilizzate come sinonimi, dal punto di vista “pratico” hanno un significato diverso.

La pulizia è quell’operazione che consente di rimuovere lo “sporco” di qualunque tipo, dalla polvere alle sostanze untuose, dai liquidi alle sostanze organiche, ecc. La pulizia può essere effettuata mediante rimozione manuale, rimozione meccanica o, in alcun casi, mediante l’azione dell’acqua e/o di prodotti detergenti.

La sanificazione, invece, rappresenta uno step più avanzato rispetto alla pulizia per quanto riguarda il livello di igiene ottenuto. La sanificazione, infatti, è un intervento che consente di rimuovere qualunque microrganismo (batteri, virus, muffe, ecc.) che la normale pulizia non è in grado di eliminare. La sanificazione si esegue sfruttando l’azione di agenti chimici detergenti che consentono di ridurre il carico microbiologico al di sotto degli standard igienici ottimali. Per essere efficace, la sanificazione deve essere preceduta dalla pulizia.

Un ulteriore step di igiene è rappresentato dalla disinfezione: si tratta di un trattamento che, sfruttando l’azione di agenti disinfettanti di tipo chimico o fisico (ad es. il calore), è in grado di ridurre il carico microbiologico tramite la distruzione o l’inattivazione degli agenti biologici.


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